Il mondo virtuale di Google: quale futuro?
Questa notizia trapelava già da tempo fin da gennaio, ma a quanto pare, le indiscrezioni stanno prendendo corpo (notizie ufficiose, non ufficiali): Google potrebbe entrare in competizione diretta con Linden Lab.
Secondo Google Operating System, pare che presso l’Arizona State University gli studenti abbiano la possibilità di testare un nuovo prodotto basato su social networking, ambienti 3D e contenuto ludico, prodotto da una delle “maggiori compagnie di Internet”. Questo è il questionario che uno studente ha messo in rete:
Google non viene menzionata da nessuna parte, però:
- Nella domanda n. 6 si chiede espressamente se si possiede un account Gmail;
- Il logo ricorda vagamente il simbolo di Google Earth;
- L’Arizona State University ha una forte relazione con Google: utilizza molti dei tools prodotti da google, quali Google Apps, Google Search Appliance e Google Maps; inoltre, lo stesso campus universitario è stato tra i primi ad essere interamente riprodotto in Google Earth. Inoltre, Nella ASU alcuni dei dipendenti della grande G sono anche impegnati sul versante accademico come conferenzieri o professori associati.
Chiaramente, si tratta solo di “prove indiziarie”, fino a quando non ci saranno conferme ufficiali rimaniamo nel campo delle ipotesi e, perchè no, speculazioni. D’altra parte, è sicuramente lecito chiederci: quali sono le intenzioni di Google?
Di certo, l’espansione nell’ambito del social networking verrà sicuramente potenziata, e la possibilità che ciò avvenga nella direzione dei mondi virtuali è tutt’altro da scartare. Quali gli indizi? Quale portrebbe essere la strategia messa in atto?
Anzitutto, Google, che ha fatto della pubblicità e delle inserzioni una fondamentale fonte di reddito, ha deciso si espandersi con decisione nel campo dell’in-game advertising, acquisendo nel giro di due anni due importanti società: Massive inc nel 2006 e Adscape nel marzo di quest’anno. Quindi, l’ipotesi sottostante è che tali operazioni siano state fatte con l’obiettivo di acquisire asset strategici per offrire servizi pubblicitari integrati nel mondo virtuale: la grande G ci tiene ad essere il partner commerciale di riferimento per le compagnie che vogliono essere in rete, quindi appare logico che voglia perseguire la stessa strategia nell’ambito di un mondo tridimensionale.
E’ poi da osservare che già da tempo si sta facendo largo l’idea che Second Life e Google Earth siano tools destinati ad un “naturale” mash-up (ne avevamo parlato qui). Come visto poc’anzi, la compagnia americana ha creato una linea di tools che possono essere ancor più integrati fra di loro, tanto che la previsione di un mondo virtuale non pare affatto campata in aria: Google Earth, il sistema di localizzazione geografica Google Maps, nonchè Google Sketchup, che consente di creare oggetti e avatars 3D in Google Earth, potrebbero essere mesi insieme per creare un metaverso alla Second Life, senza dimenticare tutti gli ulteriori tools sviluppati da Google, che verrebbero sicuramente integrati nella piattaforma.
Ma è veramente intenzione di Google di entrare in competizione diretta con Second Life? Su questo, ho dei forti dubbi.
Anzitutto, le parole di Micheal Jones, CTO di Google Earth:
…Google Earth would always remain true to the real world and not dive into the type of fantasy world that Second Life has become.
Ma soprattutto, mi lascia perplesso chi scomoda Second Life senza fare qualche osservazione sul questionario. Prendendolo per buono e non impotizzando una qualche iniziativa di marketing virale (come ipotizzato sul Sole24 ore), è palese che il linguaggio e il design degli avatar si rivolgono a una fascia di giovani, perlopiù ventenni (non a caso, il campione è rappresentato da studenti universitari). Tutto ciò mi fa pensare che, più che a un mondo virtuale basato sulla creazione di contenuti a là Second Life, si stia pianificando di entrare in diretta competizione o con siti di puro social networking come MySpace o, al limite, con mondi virtuali come Habbo Hotel, dove la creazione dei contenuti da parte degli utenti è limitata. Sia come sia, magari ho preso una cantonata, ma non vedo margini per parlare di competizione diretta con Second Life, che ne pensate?









Mmm,è presto per farsi un’idea: può c’entrarci poco ma con Google Shared Stuff e l’interesse di MSFT per Facebook forse Google sta iniziando a pensare di aver trascurato troppo l’aspetto di social networking e di community lasciandolo solo al povero Orkut.
Ed allora ecco che sta correndo ai ripari: forse vuole soltanto competere in un “nuovo” terreno. Con le potenzialità che ha potrebbe anche strizzare l’occhio a quelli di Linden.
Ciao Dario, benvenuto in fantasilandia!
Perfettamente d’accordo che è presto per farsi un’idea, del resto di questo sbandierato ingresso di Google nei mondi virtuali non c’è alcuna comunicazione ufficiale, solo indizi sul quale è possibile speculare alla grande (e nel post l’ho scritto chiaramente, o almeno credo). D’altro canto, non penso neanche che la grande G (a proposito, auguri!) pianifichi un entrata nel settore in modo affrettato o raffazzonato.
Quello che non mi convince neanche un po’ è l’accostamento a SL. Ci sono un gran numero di Mondi Virtuali: Habbo, There.com, Runescape, Project Entropia… Ognuno ha caratteristiche diverse dagli altri, e non è detto che Google scelga proprio il modello SL, che è basato sulla creazione di contenuto degli utenti. Infatti, Linden Lab non costruisce niente in-world, nè offre servizi alle aziende che vogliono partecipare. Google invece si è sempre contraddistinto per essere un provider che integra servizi di pubblicità. L’acquisto di agenzie di advergaming acquistate da G svelano già, secondo me, un comportamento opposto dai Linden: quale che sarà il suo mondo virtuale, Google offrirà alle aziende tools e servizi per farsi pubblicità in-world, ricoprendo un ruolo attivo nel metaverso. E questa è una differenza di non poco conto rispetto a Second Life, dove un azienda deve arrangiarsi per fare campagne di marketing o rivolgersi a societa terze indipendenti.
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